Rispetto ad una visita psichiatrica tradizionale, la visita psichiatrica empatica, condotta sempre da un medico specialista, pone il focus sulla relazione terapeutica, piuttosto che su una categorizzazione di malattia ed una assegnazione di terapia.
Mi spiego meglio. La differenza non è nel titolo della visita, ma nello *stile di conduzione*.
Nella visita psichiatrica tradizionale l’impostazione è simile ad ogni visita medica organica specialistica e prevede:
- una fase di raccolta anamnestica con focalizzazione sui sintomi
- una diagnosi
- solitamente l’impostazione di una terapia farmacologica
La durata è inferiore, circa 30 minuti, le domande sono mirate, è un approccio classico ed efficace.
La Visita psichiatrica empatica si basa sicuramente su un modello relazionale e su un approccio bio-psico-sociale.
Essa prevede:
- Focus sui sintomi e su come la persona li sta vivendo? Esempio: “Cosa accade al suo corpo e ai suoi pensieri quando arriva la tristezza?”
“Cosa stava accadendo nella sua vita quando si sono presentati i sintomi?”
Le domande sono più aperte, lo spazio di ascolto è più ampio, il medico prova a riformulare assieme a Lei ed ipotizzare dei significati del Suo vissuto.
Particolare attenzione viene data al non verbale, ai momenti di silenzio e a non farLa percepire giudicata o incasellata in un termine diagnostico - Diagnosi con spiegazione di cosa ha portato il medico a trarre le conclusioni sul materiale emerso durante la visita
- Eventuale impostazione di terapia farmacologica con Suo coinvolgimento nella scelta.
Solitamente la visita psichiatrica empatica, se ben eseguita, può creare una importante alleanza terapeutica. Se Lei è anche seguito da un collega psicoterapeuta, si diventa un team di lavoro con un unico obiettivo: il benessere e la serenità della persona.
La visita psichiatrica empatica dura 50/60 minuti.
È vivamente preferibile eseguire la prima visita specialistica in presenza così da favorire una più completa valutazione delle sfumature emotive, del non verbale della persona. Inoltre facilita l’osservazione dello stato di coscienza e dell’orientamento spazio temporale. Infine, elemento fondamentale, aiuta a costruire e consolida la fiducia tra il medico e la persona.
Infine mi sembra corretto sottolineare che NON esiste una visita psichiatrica migliore di un’altra. La visita psichiatrica empatica NON è migliore o più completa rispetto alla tradizionale.
La differenza è nel come Lei si sente dopo averla eseguita. Per alcune persone è più tranquillizzante un approccio organico, diretto, breve ed efficace, per altre è più accogliente un approccio improntato sulla relazione.
Spesso tale differenza viene avvertita se Lei si è spesso sentito trattato dai medici come un “numero”, se Lei viene da storie complesse, o se Lei sente il bisogno di fidarsi prima di assumere una terapia farmacologica.