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L’azione protettiva del pessimismo

“Ma che menagramo che sei! Vedi sempre tutto nero!!”

Ho notato spesso la tendenza a giudicare la persona pessimista come foriera sfortuna o malasorte. È vero che esistono funzionamenti personologici influenzati ad esempio da psicopatologie o patologie organiche, che portano ad una deflessione del tono dell’umore e quindi a “vedere tutto nero”.

Ma non sempre pessimismo equivale a negatività.

Effettuare ipotesi sul futuro che includano incidenti di percorso, malattie, perdita di lavoro, lutti, interruzione di relazioni significative talvolta (se non in carattere di ruminazione e quindi un pensiero fisso e invalidante) può assumere un carattere sia predittivo sia protettivo. La persona si prepara all’eventualità peggiore o comunque negativa in modo che, qualora accada, in un certo senso essa era attesa. Qualora non avvenga, come ci si auspica, il sollievo si amplifica e assume un respiro più ampio.

Alle luce di queste considerazioni i pessimisti saggi (non alla Leopardi, intendiamoci) sono persone con una visuale prospettica più ampia. Che non include solo ciò che fa comodo aspettarsi dalla vita, ma tutte le eventualità che essa  ci pone davanti.

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